Open Data Day 2013

Oggi, al Polo tecnologico di Navacchio (Pisa), si celebra con un giorno di anticipo l’Open Data Day. Dopo aver firmato un protocollo comune per gli open data, nel dicembre 2012, sei comuni dell’area pisana si sono fatti promotori di questa iniziativa che nasce allo scopo di divulgare i principi e le pratiche di un’amministrazione trasparente e partecipata. Il programma è quiBDsltNLCYAAbRpD.

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Pundit

A chi non l’ha ancora provato, consiglio di farsi un giro sul sito di Pundit, un’applicazione client-server che permette agli utenti di annotare semanticamente pagine web, di collezionare le annotazioni in notebook e di condividerle con altri.

L’idea principale alla base di Pundit è consentire agli utenti non solo di commentare o contrassegnare frammenti di pagine web, la cui granularità è decisa da chi annota, ma anche di creare dati strutturati semanticamente durante il processo di annotazione, arricchendo così il cosiddetto Web dei dati. L’immagine che segue dà un’idea di ciò che s’intende con annotazioni semanticamente strutturate: la possibilità per gli utenti di creare grafi in cui frammenti di contenuti web, concetti e entità sono collegati semanticamente (i link, cioè, sono etichettati, vale a dire che esprimono un significato).

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Pundit può essere provato aggiungendo al proprio browser la bookmarklet disponibile qui.

Una mia intervista su “Lo stato trasparente”

a cura di Chiara Buongiovanni è stata pubblicata oggi su ForumPA.

Buona lettura!


Dati aperti con LODe

In questo articolo in italiano, pubblicato su Bibliotime, Antonella De Robbio e Silvia Giacomazzi ci raccontano che cosa sono gli Open Data e in particolare i dati bibliografici aperti, dati che, affermano le autrici, si trovano a metà tra due territori: da una parte, l’ambito della trasparenza amministrativa e delle forme di cittadinanza attiva che la prima rende possibile (Open Government Data), e dall’altra il cosiddetto Open Access inteso in senso ampio: l’accesso libero e gratuito ai risultati e ai dati scientifici (Open Science).

Le autrici ci danno così una definizione completa di dati bibliografici aperti, considerando sia gli aspetti giuridici che consentono un reale uso e riuso dell’informazione, sia i requisiti tecnici (Linked Data) che ne permettono l’interoperabilità e la contestualizzazione, spiegando anche perché oggi i tempi siano finalmente maturi per una convergenza tra il movimento Open Access e la comunità del Web semantico (ora Linked Data).